Papa Francesco

Ass. Papa Francesco: abbattiamo i muri della solitudine

Sono tante le fasce deboli della società: dai bambini agli anziani, dalle persone con disabilità a tutti coloro che vivono, in un modo o nell’altro, situazioni difficili. Spesso restano ai margini della nostra comunità, ma grazie all’Associazione Papa Francesco vengono creati momenti di aggregazione e socialità esclusivamente per loro. Ecco la nostra chiacchierata con Anna Zulla, Presidente dell’Associazione.

Buongiorno. Cos’è l’Associazione Papa Francesco, da quando è attiva sul territorio e quali gli obiettivi che si prefigge?
«L’associazione Papa Francesco è un’associazione culturale con fini di solidarietà sociale e si rivolge alle fasce deboli della società: come bambini, anziani, persone con disabilità e chiunque viva una condizione di disagio. L’Associazione nasce ufficialmente a gennaio 2017 e inizia le proprie attività nell’aprile seguente, dopo l’inaugurazione della sede operativa, sita in via Matese, 22, Piedimonte Matese. Il nostro obiettivo è quello di creare occasioni di dialogo e aggregazione, attraverso attività ricreative ed eventi, per abbattere quei muri della solitudine che spesso imprigionano tali persone, per metterle in contatto tra di loro e, allo stesso tempo, con il territorio.»

 Quali le difficoltà, se ci sono state, riscontrate ad oggi a livello sociale?
«Purtroppo è un dispiacere constatare che al giorno d’oggi ancora molte famiglie preferiscono tenere in casa anziani e disabili, senza comprendere l’importanza di far trascorrere a queste persone delle ore diverse, in compagnia, socializzando con gli altri. Questi sono dei muri da abbattere.»

Cosa direbbe a chi vuole avvicinarsi come volontario alla vostra associazione? È necessaria una preparazione specifica?
«Chiunque può divenire socio dell’associazione, non ci sono particolari requisiti, se non quello della totale vocazione a svolgere questo determinato tipo di attività, anche perché non viene offerta un’assistenza sanitaria. Ricordiamo che la nostra è un’associazione culturale. Forse un requisito, in realtà, ci sarebbe: l’umanità. Non è sempre semplice rapportarsi con realtà differenti da quella di origine e può capitare di trovarsi disorientati all’inizio, ma con umanità e pazienza, anche la situazione più complicata può essere affrontata con un sorriso.»

Cos’è che più gratifica il lavoro che svolgete quotidianamente?
«Forse è scontato, sicuramente il sorriso che ogni socio ospite ci regala. Vederli di buon umore, volenterosi di svolgere le varie attività e che stringono legami di amicizia per noi è una gioia e ci fa capire che ci siamo incamminati sulla giusta strada.»

Numerose sono state le iniziative messe in campo in termini di aggregazione. L’ultima qualche giorno fa in occasione delle festività natalizie con gli ospiti della SIR. Che benefici possono apportare nel quotidiano?
«Per i disagiati psichici è parte di un giusto percorso riabilitativo non perdere il contatto con la realtà che li circonda. Soprattutto per chi è ospite di strutture intermedie residenziali (SIR), case famiglia, eccetera, è importante evadere dagli ambienti che vivono quotidianamente e relazionarsi all’esterno. Questo è uno dei motivi che ci ha spinto a collaborare con la SIR e la UOSM di Piedimonte Matese, insieme all’associazione Volontari di “Giacomo Gaglione”, (quest’ultima si occupa di disabili). Da questa collaborazione è nato il primo concerto-evento dal titolo “Diverso da chi?”, in occasione del quale abbiamo creato un coro. È stata un’esperienza meravigliosa e che abbiamo deciso di proseguire come progetto. Tutti abbiamo tratto grandi insegnamenti e, attraverso la musica, abbiamo trovato un modo per esprimerci insieme, senza distinzioni. Perché, appunto, un altro degli obiettivi di questa collaborazione, era sfatare quel pregiudizio che vede la diversità come a-normalità, senza riflettere sul fatto che la diversità è una caratteristica intrinseca dell’umanità e che ci rende unici.»

Come pensate di proseguire il vostro operato, magari facendo rete con le associazioni del territorio, collaborando in sinergia per progetti futuri?
«Come detto prima, già collaboriamo con associazioni ed enti del territorio e sicuramente continueremo a farlo. Infatti, recentemente il Coro Papa Francesco (costituito dall’associazione stessa, SIR, UOSM e Ass. Volontari Giacomo Gaglione) è stato invitato, lo scorso 23 dicembre, dall’associazione Musicart di Alvignano, per esibirsi in un concerto di Natale. Precedentemente ci siamo esibiti ad una festa natalizia organizzata dalla SIR presso l’ospedale di Piedimonte Matese. Collaboriamo da aprile anche con i ragazzi del Collettivo 1 Maggio 1934, con i quali abbiamo aderito alla campagna di sensibilizzazione per la cura del verde pubblico, in particolare della villa comunale, e alla recente iniziativa sull’ambiente “Salvaguardiamo il Matese”.»

Come risponde la comunità alle vostre iniziative? È soddisfatta o si aspetterebbe più partecipazione?
«Per il momento la risposta è discreta. Riceviamo diversi complimenti per quello che facciamo e di questo ne siamo onorati. Certo, non è semplice aprire il territorio ad una realtà come la nostra e non possiamo pretendere grandi risultati in tempi brevi. Ma noi non demordiamo, siamo dell’idea che a piccoli passi raggiungeremo i nostri obiettivi e a coinvolgere la nostra comunità sempre di più

Valentina Monte

Valentina Monte

Valentina Monte

Nata a Piedimonte Matese, classe 1989, si è laureata in Filologia Moderna presso l'Università della Campania "L.Vanvitelli". Giornalista pubblicista. Membro di Amici di Pericle, crede che la partecipazione civica possa contribuire ad una maggiore consapevolezza dell'essere cittadino nella propria comunità.

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