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Comunità Montana Zona del Matese, incontro con il Presidente Scuncio

A livello istituzionale, chi è che “fa comunità” nel territorio matesino se non la Comunità Montana Zona del Matese? Ecco perché stavolta abbiamo incontrato il Presidente Domenico Scuncio.

Presidente, grazie per aver accettato il nostro invito. Che cos’è la Comunità Montana Zona del Matese, quale la ragione della istituzione della stessa e quali gli obiettivi che persegue?
«La Comunità Montana è un Ente Locale dotato di personalità giuridica e di un proprio Statuto (cioè di un complesso di norme che ne disciplinano l’organizzazione e il funzionamento), composto da diciassette comuni, montani e parzialmente montani della provincia di Caserta (Ailano, Alife, Capriati a Volturno, Castello del Matese, Ciorlano, Fontegreca, Gallo Matese, Gioia Sannitica, Letino, Piedimonte Matese, Prata Sannita, Pratella, Raviscanina, San Gregorio Matese, Sant’Angelo D’Alife, San Potito Sannitico e Valle Agricola), istituito in attuazione della Legge Ordinaria dello Stato n.1102 del 3 dicembre 1971 e della legge della Regione Campania n. 31 del 1 settembre 1994. La Comunità Montana Zona del Matese ha un’estensione territoriale di circa 53.000 ettari con una popolazione di circa 42.000 abitanti. È un ente che si interessa della difesa del suolo e della protezione della natura, dell’esecuzione di opere pubbliche e di bonifica montana, al fine di dotare i territori montani delle infrastrutture e dei servizi idonei a consentire migliori condizioni di abitabilità ed un adeguato sviluppo economico. Il ruolo fondamentale della Comunità è quello di promuovere e valorizzarne il territorio e di esercitare, in forma associata, le funzioni e i servizi propri dei Comuni che la costituiscono quando sia dagli stessi delegata a svolgerli. Ciò consente di realizzarli in forma più economica ed efficiente, gestire gli interventi speciali per la montagna stabiliti dalla Comunità Economica Europea e dalle leggi statali e regionali, essere destinataria di deleghe dello Stato, della Regione e della Provincia. La Comunità Montana, quale centro di sviluppo e di progresso civile è punto di incontro delle singole esigenze comunali in una realtà “sovracomunale”. Può inoltre svolgere, in rapporto alle proprie disponibilità finanziarie, altre attività e servizi di pubblico interesse nel territorio, non devolute per legge alla competenza di altri Enti. Si tratta quindi di un Ente autonomo “al servizio” dei Comuni, in vista del perseguimento di interessi collettivi che travalicano il limite territoriale comunale».

Oltre a Lei, che è il Presidente, quanti assessori e consiglieri vi partecipano. Quali i criteri di scelta dei consiglieri e il meccanismo elettivo?
«La Comunità Montana ha un proprio Consiglio, in cui ogni Comune è rappresentato dal Sindaco o da un suo delegato. Il Consiglio della Comunità Montana elegge a sua volta nel proprio seno il Presidente del Consiglio Generale e la Giunta della Comunità Montana, composta da un Presidente, un Vice Presidente e da 3 Assessori. Per quanto riguarda la sua elezione, il Consiglio Generale, nella sua prima seduta, vota una o più mozioni sottoscritte da almeno un quinto dei consiglieri assegnati alla Comunità Montana contenenti gli indirizzi programmatici della Giunta Esecutiva e l’indicazione dei nomi del Presidente dell’Ente e degli Assessori. La votazione avviene a scrutinio palese, a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati alla Comunità Montana. Nel caso non si raggiunga la maggioranza predetta, si procede all’indizione di due successive votazioni, in sedute distinte, entro i successivi quarantacinque giorni. Qualora in nessuna di esse si raggiunga la maggioranza richiesta, il Consiglio Generale è sciolto ai sensi di legge. Il Presidente è eletto fra coloro che ricoprono la carica di Consigliere della Comunità Montana. Non vi è un disegno preciso per la nomina dei componenti della giunta. Lo scopo principale rimane solo quello di essere una squadra unita, i cui singoli assessori lavorino in sinergia tra loro, finalizzata ad una maggiore funzionalità dell’azione politico-amministrativa, nell’interesse della collettività. Inoltre, con la legge finanziaria 2008, nonché, con i contenuti del D.L. 31 maggio 2010, n. 78 è stata prevista l’abolizione dell’indennità di funzione per gli amministratori delle comunità montane».

Come sono mutate nel tempo le funzioni, i compiti e il ruolo della Comunità Montana Zona del Matese?
«Le Comunità Montane sono nate per esigenze particolari delle popolazioni montane, secondo il dettato della Costituzione; si sono consolidate per una legge nazionale degli anni Settanta, sono state riviste dalla legge n. 142/1990 che dedica ad esse due articoli. La L. 142 considera le Comunità Montane un ente locale, però non definisce chiaramente i loro compiti, demandando alle Regioni tale definizione. Praticamente la L. 142 intravede un livello regionale, un livello provinciale, un livello comunale e un livello intermedio che sono le Comunità Montane. A partire dalla legge finanziaria per il 2008, però, il legislatore statale ha promosso il superamento delle comunità montane, ritenute fonte di spreco di risorse pubbliche, agendo proprio sul loro finanziamento. La legge 24 dicembre 2007 , n. 244, infatti, ha dapprima introdotto un riordino delle comunità montane, volto a diminuire la spesa corrente per il loro funzionamento. Successivamente, si è prevista la riduzione e, infine, la cessazione del finanziamento statale alle comunità montane. Lo Stato ha, dunque, manifestato un sostanziale sfavore per questi enti, eliminandone, da un lato, il finanziamento e non prevedendone, dall’altro, quale forma associativa alternativa alle unioni o convenzioni per lo svolgimento delle funzioni fondamentali. Non ha, in pratica, individuato soluzioni differenziate e, quindi, di salvaguardare gli enti che rispondevano a reali esigenze delle aree montane. La Comunità Montana, invece, dovrebbe avere un ruolo perché è un ente, un’istituzione che si connota per l’identità di una valle e dei suoi abitanti e quindi noi sosteniamo la tesi che tutte le popolazioni delle montagne hanno particolarità diverse dal resto della popolazione. Hanno delle tradizioni, hanno un vivere quotidiano che va rispettato dalle leggi e che va potenziato valorizzando le peculiarità. Noi siamo una risorsa per la nazione, siamo una risorsa per la collettività: questa risorsa va tutelata».

Avete un compito importante di coordinamento dei Comuni Montani nelle materie di competenza. Quali le difficoltà che maggiormente si riscontrano nel dialogo con i Comuni?
«La Comunità Montana Zona del Matese prosegue la propria azione di apertura sul territorio favorendo il dialogo e la cooperazione con Comuni, Enti, Associazioni e Imprese, gettando le basi per progettualità condivise. Ho sempre ritenuto che il dialogo e l’ascolto siano componenti essenziali per poter realizzare progettualità che favoriscano la ripresa e lo sviluppo di un territorio. In tal senso sono molte le iniziative che abbiamo in programma e che vedono un coinvolgimento diretto di Comuni, Enti e Imprese. Quando si amministra pensando al bene del territorio ci si ritrova sulle medesime linee programmatiche, sviluppandole nel modo migliore per il bene della comunità».

Il tema della trasparenza è di rilevante importanza. Cosa avete fatto (ovvero continuare a fare) per facilitare la comprensione dell’operato della Comunità Montana Zona del Matese?
«La conoscibilità dei dati, delle informazioni e dei documenti della pubblica amministrazione è il presupposto della collaborazione e partecipazione dei cittadini alla cura dell’interesse generale. Cittadine e cittadini attivi possono partecipare al controllo sociale e diffuso dell’attività amministrativa con finalità ispettive o propositive visitando semplicemente il sito web della Comunità Montana (www.cmzonamatese.gov.it). L’Amministrazione trasparente è una sezione obbligatoriamente prevista dalla legge nel sito web istituzionale delle Amministrazioni pubbliche, all’interno della quale devono essere contenuti i dati, le informazioni e i documenti pubblicati ai sensi della normativa vigente. Chiunque ha il diritto di accedere direttamente e immediatamente a questa sezione senza alcuna limitazione e senza obbligo di identificazione».

Crede che il “modello” Comunità Montana abbia ancora la sua valenza in termini di governo del territorio? Cosa migliorerebbe?
«La Comunità Montana svolge un ruolo importante nel governo del territorio, direi indispensabile se si pensa ai tanti compiti rivolti alla salvaguardia e tutela del territorio del Matese; uno di questi è quello di contrastare gli incendi boschivi. Un fenomeno che ha assunto contorni preoccupanti, per intensità e frequenza. Gli incendi boschivi, infatti, sono quasi raddoppiati nel corso dell’ultimo decennio. L’attività di monitoraggio e spegnimento non è mai mancata grazie all’attività dei Carabinieri Forestali (ex Corpo Forestale dello Stato), dei Vigili del Fuoco, ma soprattutto della Comunità Montana, mediante l’impiego degli operai idraulici forestali addetti al piano AIB. La difesa dei boschi dagli incendi inizia con la prevenzione, con un sistema di video sorveglianza e l’impiego di moderne attrezzature. Tutelare, salvaguardare e migliorare il proprio territorio non è solo un dovere, ma un atto dovuto nei confronti di esso, un impegno a cui non bisogna sottrarsi. Inoltre, utilizzando fondi propri, la Comunità Montana, al di fuori del Piano di Sviluppo, ha realizzato molti progetti, tra cui: sistemazione di strade rurali, soprattutto dopo i fenomeni alluvionali di questi ultimi anni; interventi di forestazione; ristrutturazione di edifici storici e religiosi; esposizioni per la valorizzazione dei prodotti tipici della Comunità Montana; partecipazione a Fiere per far promozione del territorio e dei suoi prodotti tipici. Tutto ciò può essere realizzato grazie all’intervento della Regione Campania che ha dimostrato attenzione nei confronti delle aree montane, intervenendo con risorse economiche in favore degli enti locali massacrati dai tagli. Inoltre, da qualche anno, la Comunità Montana Zona del Matese ospita l’Agenzia delle Entrate di Piedimonte Matese per la quale era stata prevista la chiusura, quale conseguenza della razionalizzazione degli uffici territoriali imposta dalla spending review. Stessa sorte era stata prevista per l’INPS di Piedimonte, ma vi comunico che a breve gli uffici saranno trasferiti presso la nostra sede di Sepicciano».

Il nostro blog si chiama Fare Comunità. Per il Presidente della Comunità Montana Zona del Matese cosa vuol dire “fare comunità”?
«Negli ultimi anni il concetto di comunità è sempre più frequente, soprattutto da quando, attraverso internet, è più facile e veloce accomunare persone che condividono stesse passioni, progetti, ecc. Un social network, un gruppo WhatsApp, una gallery ed ecco fatto, tutti pronti per salvare l’ambiente, le scuole, gli ospedali. Sicuramente tutto ciò è positivo, un primo passo, ma ancora lontano dalla realtà. Per me, fare comunità vuol dire dedicarsi al prossimo senza aspettarsi necessariamente un ritorno economico; mettere a disposizione tempo e competenze, ma facendolo confrontandosi realmente con le persone e non rimanendo seduti dietro un pc o con uno smarphone».

Grazie al Presidente Scuncio per la disponibilità. Al prossimo “incontro”.

Redazione

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