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Piedimonte Matese: i volontari della Protezione Civile al servizio della comunità

A quattro mesi dalla nomina a Coordinatore del Gruppo Volontari della Protezione Civile di Piedimonte Matese abbiamo incontrato Gianluca Albanese per fare il punto sullo stato di sicurezza del nostro territorio e conoscere meglio il Gruppo di Volontari e le attività a cui dedicano, con enorme passione, le loro energie.

Gianluca, prima di entrare nel dettaglio, cos’è esattamente il Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile? Un’emanazione dell’amministrazione? Una realtà di volontariato?

Un po’ l’una, un po’ l’altra. Il Gruppo Comunale è un gruppo di volontari che offrono gratuitamente il proprio tempo e le proprie energie per il bene della collettività. I Comuni possono promuovere la costituzione di un gruppo comunale di protezione civile composto esclusivamente da cittadini che scelgono di aderirvi volontariamente. La costituzione del Gruppo comunale di volontariato di protezione civile è deliberata dal Consiglio comunale. Il Comune ne è responsabile e ne cura la gestione amministrativa attraverso uno specifico regolamento. All’interno del Gruppo comunale viene individuato un coordinatore operativo dei volontari, referente delle attività di quest’ultimi, che nomina i capisettori, responsabili delle diverse funzioni e attività. I Gruppi comunali si iscrivono poi negli elenchi territoriali gestiti dalle Regioni al fine di essere integrati nel Servizio nazionale.

Sono passati quattro mesi dalla tua nomina a Coordinatore del Gruppo Volontari. Quali sono le prime azioni effettuate e qual è il programma di iniziative per l’immediato futuro?

Dopo un periodo di difficoltà, anche organizzative, il gruppo di volontari di protezione civile ha ripreso il suo cammino. Mi sono concentrato principalmente nel mettere ordine alle diverse situazioni, principalmente burocratiche, che erano rimaste sospese e nel rinforzare la preparazione tecnica dei volontari. Per la prima volta è stato possibile partecipare ad un corso antincendio boschivo. Per l’immediato futuro occorrerà continuare a far crescere il gruppo di volontari, in numero e competenze, e sensibilizzare la cittadinanza sulla necessità di essere preparati ad affrontare eventuali emergenze.

L’area matesina è una zona a rischio sismico ma anche area a rischio frane e allagamenti, a cui si aggiungono gli incendi nei periodi estivi. Quali sono, a tuo avviso, le azioni più urgenti da mettere in campo per prepararsi in anticipo alle situazioni di rischio?

Sicuramente occorre prepararsi a fronteggiare il rischio incendi che, con l’arrivo della bella stagione, diventa, come sempre, molto serio. Come gruppo di Piedimonte non siamo ancora ben equipaggiati, in attrezzature e numero di volontari, per affrontare efficacemente il problema da soli ma, attraverso una struttura operativa regionale, siamo perfettamente coordinati con i Vigili del Fuoco e la Comunità Montana per intervenire prontamente. Per il rischio frane-allagamenti occorre organizzare adesso, lontano dalla stagione invernale, gli interventi di prevenzione. Penso soprattutto a tutti i corsi d’acqua che necessitano di un intervento di pulizia urgente. Più in generale bisogna ripensare ad una seria manutenzione del territorio che rappresenta l’unica possibilità di prevenzione. Per quanto riguarda il rischio sismico il discorso è diverso. Occorre lavorare sulla informazione-formazione della cittadinanza e sull’organizzazione di esercitazioni che consentano una buona gestione dell’emergenza.

 

 

Il Piano Comunale di Protezione Civile è lo strumento che organizza le misure di previsione e prevenzione dei rischi. Per la sua corretta applicazione è estremamente importante formare ed informare la cittadinanza. Secondo te saremmo pronti ad affrontare un’emergenza vera?

Rispondere a questa domanda non è semplice. Molto dipende dalla gravità di un eventuale evento calamitoso. In ogni caso ritengo che ci sia ancora molto da fare per quanto riguarda la formazione-informazione della cittadinanza e che il Piano di Protezione e la sua conoscenza vadano continuamente sfidati in quanto le condizioni di rischio possono cambiare nel tempo.

Circa un anno fa è stato presentato il Piano Intercomunale di Protezione Civile che include i Piani Comunali di Protezione Civile dei Comuni di Piedimonte Matese, San Potito Sannitico, San Gregorio Matese, Castello del Matese, Gioia Sannitica e Alife. Le Amministrazioni comunali coinvolte hanno provveduto a mettere in campo tutte le risorse necessarie per essere pronti in caso di necessità? Cosa resta da fare?

Anche su questo resta da fare ancora molto. Il Piano Intercomunale nasce come risposta all’esigenza di coordinarsi con gli altri Comuni che potrebbero essere colpiti dalla stessa emergenza, in particolare quella sismica. Essersi dotati di un piano di emergenza intercomunale non è sufficiente se non si procede a rendere l’organizzazione intercomunale pronta ad intervenire e la cittadinanza edotta sui comportamenti da assumere.

Quali sono le maggiori difficoltà che, come organizzazione locale, siete costretti ad affrontare? Cosa può fare la nostra Comunità per darvi maggiore sostegno?

Le difficoltà maggiori che incontriamo sono dovute alla poca consapevolezza della cittadinanza sul ruolo e l’importanza del lavoro che svolgiamo. Avvertiamo la distanza di un’opinione pubblica che non si preoccupa abbastanza della sicurezza del proprio territorio e, quindi, del proprio futuro e che non è consapevole della complessità organizzativa ed operativa nella quale operiamo.

Durante le emergenze si sviluppano anche forme di volontariato spontaneo che a volte si auto-organizzano operando spesso in autonomia slegate dal sistema dei soccorsi. Come vengono regolamentate queste forme di volontariato?

In situazione di emergenza occorre essere davvero preparati e la stragrande maggioranza dei cittadini non ha conoscenza adeguata delle azioni da compiere. La buona volontà è apprezzabile ma si possono avere comportamenti che aumentano i rischi di danni a cose e a persone. Chi vuole dare davvero una mano dovrebbe aderire al nostro gruppo e acquisire le competenze necessarie.

Quali sono le modalità che un cittadino ha a disposizione per partecipare alle attività di protezione civile?

Ogni cittadino può dare il proprio contributo per il bene della collettività e, farlo come membro della Protezione Civile, arricchisce umanamente e professionalmente. La struttura del gruppo prevede diversi settori che si occupano di attività specifiche e che consentono ad ognuno di esprimere le proprie competenze. Iscriversi al nostro gruppo è assolutamente gratuito; occorre solo contattarci al numero 346.0077179 o scriverci all’indirizzo e-mail protezionecivile@comune.piedimonte-matese.ce.it

Un’ultima domanda. Il nostro blog si chiama “Fare Comunità”. Cosa significa fare comunità per la Protezione Civile?

Fare Protezione Civile significa fare comunità. Occuparsi della sicurezza delle persone significa prendersi cura del bene della collettività. Ma perché ci sia davvero una Protezione Civile in grado di essere di supporto alla nostra sicurezza occorre che la sua funzione sia sempre più conosciuta. Occorre che tante altre persone si rendano disponibili ad impegnarsi insieme a noi. Far parte di questo gruppo dà grandi soddisfazioni e, soprattutto, rende orgogliosi di appartenere a questa comunità.

 

 

Redazione

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Gli articoli firmati dalla redazione sono realizzati dallo staff di Fare Comunità.

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