Piedimonte Matese. La “Città dei Bambini”.

Sono tanti i temi di cui è chiamata ad occuparsi la prof.ssa Giovanna del Vecchio, Garante dei Diritti per l’Infanzia e l’Adolescenza del Comune di Piedimonte Matese. Dopo quattro mesi di attività, ci ha illustrato le principali linee di azione del suo intervento e le prospettive future, in relazione ad argomenti di grande attualità ed urgenza, e alla necessità di “guardare il mondo” con gli occhi dei bambini.

Ciao Giovanna. Ci fai capire meglio la figura del Garante dei Diritti per l’Infanzia e l’Adolescenza? Quali sono i tuoi compiti e le tue responsabilità?

Sono stata nominata Garante Infanzia e Adolescenza del Comune di Piedimonte Matese, per un triennio, lo scorso settembre ed ho accettato quest’incarico di grande prestigio ed importanza, con motivazione e senso di responsabilità. Il Garante svolge funzioni di vigilanza, consultive, di sostegno e di promozione; in particolare vigila sull’applicazione, nel territorio comunale, della Convenzione ONU del 1989 sui Diritti del fanciullo, sull’assistenza prestata a minori ricoverati in istituti educativo-assistenziali convenzionati o in altri ambienti estranei alla famiglia; segnala, a chi di competenza, fattori di rischio o di danno a minori; promuove iniziative dedicate al minore, nonché forme di ascolto e partecipazione dei bambini/e e dei ragazzi/e alla vita della Comunità; intrattiene rapporti di scambio, studio e ricerca con organismi pubblici e privati; promuove forme di collaborazione tra Enti e Associazioni, finalizzate alla tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza; esprime pareri sulla proposte di atti normativi e di indirizzo riguardanti i minori. Dunque il campo d’azione del Garante è vasto ed impegnativo.

Siamo giunti a circa quattro mesi dalla tua nomina. Che bilancio trai da questo primo periodo? Sei soddisfatta del lavoro fin qui svolto?

Il bilancio di questi primi mesi è da ritenersi positivo. Ho cominciato il mio lavoro con un’indagine conoscitiva, attenta ed approfondita della realtà locale, incontrando Rappresentanti di Enti, Scuole, Associazioni, Parrocchie, ASL, Comando Carabinieri, che a vario titolo interagiscono nel percorso e nel processo di crescita del minore. La raccolta dei dati, l’analisi demografica, socio-economica, le riflessione sociologiche, il contesto culturale e civico sono serviti a stabilire delle priorità e ad articolare un piano d’azione mirato, utile ed efficace. Tra le attività realizzate vorrei menzionare la giornata studio “AUTISMO E SCUOLA”, in collaborazione con terapisti ABA, ASL, Scuole ed Associazioni; il progetto “Verso la città dei bambini e delle bambine” in collaborazione con Scuole, famiglie e la Biblioteca comunale di Piedimonte Matese; la collaborazione con il Garante dei disabili per il Convegno “CAMMINIAMO INSIEME” e per l’iniziativa che sta partendo sulla realizzazione del piano di eliminazione delle barriere architettoniche (P.E.B.A.). Nuovi percorsi saranno attuati a breve.

Le condizioni di povertà, il diritto alla salute, la dispersione scolastica, i fenomeni di bullismo e cyberbullismo, le dipendenze; sono tante le sfide, alcune del tutto nuove. Spesso coloro che sono il futuro della nostra comunità sembrano, di fatto, non avere la giusta attenzione politica. Su quali temi stai concentrando la tua azione e quali sono le iniziative che, ad oggi, consideri prioritarie?

I punti che hai individuato e sottolineato nella domanda sono di notevole importanza e rappresentano alcuni dei nodi maggiormente critici del microcosmo minorile. Come spesso ho avuto modo di ribadire, il Diritto di ognuno è garantito dal Dovere di ciascuno, per la sua parte di competenza. Ognuno svolge il proprio ruolo nella costruzione del Diritto. E l’adulto è eticamente, civilmente, legalmente deputato alla tutela, alla protezione, all’educazione, alla formazione armonica del bambino. Spesso c’è molta superficialità nella nostra società verso “i cittadini in crescita”. In apparenza sembra che l’infanzia sia enfatizzata e mediaticamente considerata, ma di fatto, viviamo in una realtà adultocentrica, distratta, distante, focalizzata sulla spasmodica rincorsa della “giovinezza” da parte dell’adulto, piuttosto che sulla dimensione effettiva del fanciullo e dell’adolescente. Il focus che ritengo prioritario è soprattutto quello della condivisione di scelte, indirizzi, azioni, finalizzati al benessere del bambino. Un benessere riferito a parametri ed indicatori semplificati… Di cosa hanno davvero bisogno i bambini? Come valorizzarli, coinvolgerli quali membri legittimi della Comunità? La costituzione di una Rete che promuova interventi condivisi e strutturati in base alle priorità emergenti dal territorio potrebbe essere una strada percorribile.

L’ascolto è uno dei diritti fondamentali dei minori sanciti dalla “Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza” (art. 12). Su quali azioni occorre puntare per garantire una piena attuazione del diritto dei bambini e degli adolescenti ad essere ascoltati?

L’incapacità di ascolto è uno dei lati bui della società adultocentrica. Oggi, l’ascolto è un’emergenza sociale e politica, poiché la mancanza di ascolto crea uno stato di abbandono e solitudine, nonostante la comunicazione virtuale dilagante. Come attuare le politiche di ascolto? Attraverso sportelli minore- famiglia, laboratori, percorsi per la genitorialità, progetti in rete, formazione. L’Italia è il paese dell’UE che segna la regressione maggiore in tema di politiche inclusive per i bambini e per le donne. Bisogna darsi da fare e intraprendere un cambiamento sostanziale…siamo tutti coinvolti, nessuno si senta escluso.

Hai accennato spesso (anche al recente convegno sulle barriere architettoniche tenutosi a Piedimonte Matese) all’idea di Piedimonte come “Città dei bambini”. Cosa significa in concreto?

Una città a misura di bambino è una città per tutti. Oggi la città ha perso il suo ruolo di incontro e scambio per assumere una connotazione essenzialmente commerciale, speculatoria e cementificata, con la separazione rigida degli spazi e dei luoghi, che ostacola così la comunicazione, il gioco, la solidarietà. Centri città caotici, inquinati e trafficati, periferie degradate ed abbandonate a se stesse. Ai bambini, ai diversamente abili, agli anziani non viene permesso di vivere la città come propria. Una possibilità di miglioramento di questa condizione potrebbe partire da nuove forme di partecipazione del cittadino, anche del fanciullo, “un’occupazione sociale”, da una progettazione che sposti il punto di vista, assumendo il bambino come parametro di riferimento. Una città non più pensata solo per categorie forti. Le proposte di cambiamento urbano dei bambini coincidono con quelle degli esperti e degli scienziati e in particolare degli psicologi, degli ambientalisti, dei sociologi, degli urbanisti, dei pediatri e anche dei giuristi. Difficilmente le proposte degli esperti sono organiche e multidisciplinari come quelle dei bambini. Il progetto «La città dei bambini» nasce a Fano nel maggio 1991, da una idea di Francesco Tonucci, con un preciso intento politico: promuovere il cambiamento del parametro di governo della città, assumendo il bambino al posto dell’adulto, lavoratore, che si sposta in automobile; il progetto chiama i Sindaci a cambiare la città attraverso i bambini che assumono un ruolo attivo in questo processo di cambiamento partecipando concretamente al governo e alla progettazione della città e riappropriandosi dello spazio urbano. Io, personalmente, credo molto in questo modello di città, difficile, certo, da attuare, ma unica via che garantisca qualità della vita. Costruire insieme un’idea di città e poi lavorare a questo progetto è la grande sfida.

Un nuovo anno è appena iniziato. Qual è l’augurio che vuoi rivolgere a tutti i bambini, italiani e stranieri, che vivono a Piedimonte Matese?

Mi chiedi un augurio da rivolgere a tutti i bambini italiani e stranieri che risiedono a Piedimonte Matese…”I bambini sanno qualcosa che la maggior parte della gente ha dimenticato”… sono loro, i bambini, a possedere il sogno e la libertà.

Auguro loro di non perdere mai la capacità di meravigliarsi e a noi adulti auguro di sognare ancora….

 

 

Redazione

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