Teleion, musica e cultura. La narrazione della bellezza.

Una comunità capace di offrire alle nuove generazioni ideali di cultura e bellezza sviluppa le difese più robuste contro i fenomeni di intolleranza e disgregazione sociale. Per questo nuovo numero di Fare Comunità, abbiamo incontrato Antonio Bellone, Presidente dell’Associazione “Teleion, Musica e Cultura” che da anni si occupa di diffondere, tra i giovani, l’amore per la bellezza.

Buongiorno Antonio. Parlaci di “Teleion Musica e Cultura”. Quando è nata l’associazione e con quali obiettivi?

Teleion comincia la sua avventura nel 2014, praticamente per gioco. Pochi amici, musicisti, con l’idea di proporre musica di qualità, linguaggi fuori dalle solite routine commerciali; una musica sempre associata alla letteratura, ai contenuti di rilievo, alle tematiche filosofiche. Insomma creare un interesse per la musica vera, quella colta, quella che riempie non solo l’orecchio, ma l’anima o quantomeno arricchisce la persona. Per fare questo però bisognava partire dal basso, dalla scuola…è nella scuola che si cambiano le cose!

Teleion offre da sempre concerti gratuiti di musica classica nelle scuole di ogni grado. I concerti sono contestualizzati, spiegati ai ragazzi inserendo ogni brano nel contesto storico, estetico e filosofico; solo in questa maniera si può comprendere pienamente questo linguaggio. Concerti nelle scuole quindi, un po’ ovunque nel circondario, fino a Capua e Santa Maria Capua Vetere. A Piedimonte non ci fu concesso, facemmo domanda…poi neanche quella più. Sulla riga dei linguaggi complessi, partimmo con le pubblicazioni e la casa editrice con codici nazionali ISBN. Alcuni lavori riguardano Piedimonte e la sua storia, in particolare il Teatro dei Gaetani attiguo a Palazzo Ducale, con una grande storia ormai dimenticata e poi racconti, poesie, storie di vita, fino ai lavori dei detenuti al carcere di Carinola.

Teleion era, per i greci antichi, il sistema musicale “perfetto”. In che modo la scelta di questo nome rappresenta la “vocazione” dell’associazione?

Il nome Teleion riguarda il sistema musicale greco, basato su un sistema di simmetrie di segmenti melodici chiamati tetracordi…un meccanismo perfetto, tipico del concetto di bellezza di quell’epoca. Quello che è più significativo per noi è il fatto che quel popolo intendeva per musica un linguaggio fatto di poesia, racconto epico o lirico, proposto attraverso il canto. Sposa bene con quello che abbiamo in mente, ossia una musica che sia veicolo di contenuti, musica che dice cose importanti che ci pone i grandi quesiti dell’umanità. Ecco la scelta del termine Teleion, la visione della musica con dei contenuti nella visione più antica del termine, quella che ci porta all’antica Grecia.

Raccontaci come è nata l’idea e come si è svolta la prima edizione del concorso letterario, intitolato “I Giovani Raccontano”.

Il concorso letterario serve ad allargare lo spettro dei partecipanti al progetto. Chi scrive ci incontra ed è automaticamente socio, sposando i nostri obiettivi culturali della musica e della letteratura insieme. Abbiamo lanciato l’iniziativa attraverso un bando. I ragazzi hanno inviato i lavori e sono stati selezionati, in base a dei criteri strutturati in precedenza, dal Comitato di Valutazione, composto dal Preside Castrillo, dalla prof.ssa Santangelo, dalla prof.ssa Caprarelli, dalla prof.ssa Di Rienzo e da me in qualità di Presidente. Anche le musiche che, durante le premiazioni, hanno accompagnato la lettura dei brani scelti, sono state individuate in modo non casuale. Suonate dal vivo, con un approccio complementare ai contesti letterari…è come parlare due lingue insieme e dire le stesse cose. La prossima edizione del concorso sarà Nazionale. Speriamo di farcela…è molto faticoso.

Il volume “Antologia dell’Incontro”, che avete appena presentato, oltre a contenere i racconti dei ragazzi vincitori del Concorso Letterario, raccoglie testi di molti autori diversi. Perché avete scelto l’Incontro come tema unificante della raccolta?

Il tema dell’Incontro è fondamentale per un concetto sano di cultura. Incontrarsi significa accettare l’altro, essere pronto al confronto ed alle mediazioni, avere apertura, curiosità, propensione al cambiamento. Chi non si incontra entra nel baratro delle autocelebrazioni, dei pregiudizi, delle mediocrità che sanno ben poco di cultura. La cultura è sempre scambio…se non ti incontri come fai a scambiare?

Quali sono le prossime iniziative che state preparando?

Prossimamente ci saranno concerti nelle scuole, pubblicazioni di carattere storico musicale, un concorso nazionale di letteratura per ragazzi della secondaria, su tematiche sempre inerenti alle finalità associative. Le tracce proposte, anche nella prima edizione, sono sempre legate al meccanismo letterario e musicale insieme…è quella la parte interessante per noi.

Un’ultima domanda. Il nostro blog si chiama “Fare Comunità”. Cosa significa fare comunità per “Teleion”?

Comunità per Teleion è luogo di condivisione, di scambio, di accomodamenti continui, a volte anche conflittuali, ma sempre finalizzati alla definizione di un mondo migliore.

Redazione

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